L’87% delle PMI ritiene che i software acquisiti a seguito della crisi siano fondamentali per garantire la business continuity

Pubblicato il giorno 5/6/2020 da Chiara Casse

L'87% delle PMI ritiene che i software acquisiti a seguito della crisi siano fondamentali per garantire la business continuity

La crisi del Covid-19 ha innescato grandi cambiamenti nel tessuto impresariale del nostro Paese. All’inizio del lockdown le piccole e medie imprese (PMI) si sono trovate nella condizione di doversi riorganizzare per favorire il telelavoro, agevolare la comunicazione con colleghi e clienti e assicurare la continuità del business.

In questo momento, dopo quasi 3 mesi dall’inizio ufficiale del confinamento, i problemi che si presentano alle PMI sono vincolati alla gestione di una “nuova normalità” che durerà ben oltre quanto inizialmente stimato.

Il processo di trasformazione digitale è ufficialmente iniziato e le PMI devono adattarsi rapidamente ai cambiamenti per garantire la sopravvivenza della loro attività. Capterra ha voluto indagare sui cambiamenti relativi all’adozione di nuovi software e programmi che la crisi ha portato in molti ambienti impresariali.

Gli intervistati sono stati accuratamente selezionati tra i responsabili dei processi decisionali relativi all’acquisto di software all’interno delle loro aziende. La metodologia è indicata in modo dettagliato alla fine dell’articolo.

Punti salienti dello studio


  • Il 52% degli intervistati ha dovuto acquisire nuovi software, sebbene non fossero in programma, per garantire la business continuity.
  • Il 30% degli intervistati dichiara che la propria spesa destinata ai software è aumentata del 50%.
  • Il 26% degli intervistati ha visto i propri programmi in termini di adozione di software anticipati di un semestre.

La crisi anticipa i programmi di adozione di nuovi tool e aumenta la spesa destinata ai software

In risposta alla domanda diretta sull’impatto della crisi del coronavirus sulla pianificazione dell’acquisizione di software della propria azienda più della metà delle PMI intervistate risponde confermando la nuova tendenza di corsa alla digitalizzazione.

Il 52% degli intervistati dichiara infatti che, nonostante non avesse pianificato l’acquisto o l’installazione di software o aggiornamenti prima della crisi, ora sta programmando di farlo o addirittura lo ha già fatto.

Impatto della crisi del Covid19 sull'acquisto di software

A livello di budget previsto per l’acquisto di nuovi tool e strumenti, il 30% degli intervistati segnala un aumento fino al 50% degli investimenti in software acquisiti o in corso di acquisizione a causa delle circostanze attuali.

Impatto della crisi del COVID-19 sulle previsioni di spesa per i software

Anche la pianificazione temporale degli acquisti di software è cambiata a causa della situazione che stiamo vivendo; mentre per gran parte delle PMI le intenzioni sono state rimandate a più o meno medio termine, il 26% degli intervistati dichiara di aver anticipato di un semestre il proprio programma di acquisto. I decision makers interpellati in merito hanno fornito le seguenti stime:

Impatto della crisi del Covid-19 sulla pianificazione dell'acquisto di software

Come possiamo osservare, molte intenzioni di acquistare o implementare software sono state rimandate a medio termine (ritardo di 6-12 mesi) mentre solo una piccola minoranza è stata posticipata sul lungo periodo (ritardo di oltre un anno).

La stragrande maggioranza delle PMI considera i software acquisiti come una garanzia di sopravvivenza

87% delle PMI intervistate ritiene che i software acquisiti a seguito della crisi siano fondamentali per garantire la business continuity

L’87% degli intervistati dichiara che i tool acquistati sono “particolarmente essenziali” (45%) o “assolutamente essenziali” (42%) per garantire la business continuity e la sopravvivenza dell’azienda in questa situazione di crisi sanitaria e, posteriormente, per far fronte alla “nuova normalità”.

Le 5 categorie di software più acquistate si confermano quelle che favoriscono l’interazione tra i membri del team, la formazione a distanza, il regolare svolgimento di riunioni e, in generale, i programmi che agevolano il telelavoro:

Impatto della crisi del Covid19 sulla tipologia di software acquistati

La maggior parte delle PMI sta valutando quale prodotto adottare

La “nuova normalità” porta con sé l’incertezza- o addirittura l’impossibilità- di un ritorno alla vita d’ufficio “tradizionale”, simile a quella precedente alla pandemia. Questa situazione costringe le PMI a pensare in modo differente, gettando le basi di un’organizzazione in termini di collaborazione a distanza non solo per pochi mesi, ma nel lungo periodo. A questo si affiancano i problemi di gestione del personale, la necessità di portare a termine i progetti o il bisogno di formare i dipendenti per renderli autonomi nell’utilizzo di nuovi strumenti e nella gestione di nuove mansioni.

Il 39% degli intervistati, dichiara di  aver bisogno di tecnologia per aiutare la propria azienda a risolvere specifiche necessità/opportunità di business, e di voler esplorare ulteriormente questo aspetto.

Da un punto di vista di processo decisionale, il 31% si trova in una fase di consapevolezza e valutazione delle diverse opportunità offerte dal mercato.

A questo proposito, è bene ricordare che molti  provider di software hanno modificato le proprie offerte con il fine di agevolare lo smart working in un’epoca così incerta e le PMI hanno ora molte nuove alternative a loro disposizione.

L’importanza di una visione a lungo termine per garantire la sopravvivenza del proprio business

La crisi dovuta al coronavirus ha cambiato – forse per sempre – i paradigmi tradizionali dei piccoli e medi business italiani. L’avvento del telelavoro, sebbene inizialmente complicato da gestire, ha accellerato il processo di digitalizzazione delle aziende e imposto un nuovo modo di pensare e di organizzare le giornate dei dipendenti.

Lo smart working si sta imponendo in molte realtà e le PMI si trovano in pieno processo di adattamento e adozione di software e strumenti non solo per garantire la loro sopravvivenza, ma anche per creare nuovi processi e best practices e ottimizzare quelle esistenti.

L’avvento del posto di lavoro digitale porta con sé la necessità di apprendimento dell’utilizzo di nuovi strumenti, di formazione in materia di sicurezza informatica, di gestione a distanza e le PMI italiane stanno dimostrando di saper reagire e organizzarsi per prepararsi al futuro che ci aspetta.

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Metodologia

Per raccogliere i dati di questo studio, abbiamo condotto un’indagine online tra il 15 e il 19 maggio 2020 tra 401 dipendenti delle PMI italiane che lavorano a telelavoro a causa della crisi del COVID-19. Questi dipendenti provengono da vari settori di attività e hanno vari livelli di anzianità; per il presente articolo sono stati considerati 254 “decision makers”: managers, senior managers e direttori.

Il numero degli intervistati varia da una domanda all’altra, con gli intervistati filtrati in base alle risposte alle domande precedenti. Tutti i soggetti indicati nelle statistiche sono coinvolti nel processo decisionale di acquisto o implementazione di nuovi software all’interno delle loro aziende o sono al corrente delle decisioni prese in questo ambito.

Questo articolo potrebbe far riferimento a prodotti, programmi o servizi che potrebbero non essere disponibili nel tuo paese o potrebbero essere soggetti a restrizioni nel rispetto delle disposizioni legislative vigenti. Ti suggeriamo di contattare direttamente il provider per richiedere maggiori informazioni sulla disponibilità del prodotto e sulla sua compliance con le leggi locali.