Social media recruiting: la nuova normalità per la ricerca di talenti

Pubblicato il giorno 28/10/2020 da Chiara Casse e Isabel Iglesias

Social media recruiting

Correva l’anno 2004 quando nella stanza di un giovanissimo Mark Zuckerberg iniziava a prendere forma uno dei fenomeni che avrebbe trasformato completamente le nostre relazioni sociali. Stiamo ovviamente parlando di Facebook.

In quel momento era difficile immaginare che i social network avrebbero rivoluzionato profondamente molti aspetti della nostra vita quotidiana: il modo in cui comunichiamo, creiamo reti di contatto e, addirittura, il nostro modo di fare acquisti… il tutto dal salotto di casa nostra.

Ovviamente, nemmeno il processo di ricerca di talenti da parte delle aziende poteva rimanere estraneo a questa rivoluzione.

È ormai evidente che l’uso dei social network per cercare e attrarre candidati non rappresenta un compito facile e che sempre più spesso sono i canditati stessi a scegliere dove preferiscono lavorare.

L’esperienza vissuta recentemente dalla nostra società durante il primo lockdown ha sicuramente dimostrato che è possibile impiegare processi di selezione alternativi basati sulla virtualizzazione in grado di offrire opzioni più flessibili ai candidati, come ad esempio i colloqui per videoconferenza. Queste nuove formule giocano indubbiamente a vantaggio delle aziende, alle quali risulta più facile implementare nuovi processi per attrarre i talenti.

Le aziende sono pronte per il social media recruiting?

La verità è che la maggior parte delle aziende non dispone degli strumenti necessari per cercare e/o attrarre candidati sui social network.

Se in passato le organizzazioni di grandi dimensioni risultavano più attraenti grazie a una maggior disponibilità di risorse rispetto a quelle più piccole, con l’arrivo dei social network abbiamo assistito a una sorta di democratizzazione delle strategie utilizzate per attrarre nuova forza lavoro.

La realtà sta infatti dimostrando che spesso le aziende di piccole dimensioni sono in grado di cercare e attrarre i candidati con pari se non maggior successo rispetto a quelle più grandi.

Le ragioni alla base sono diverse:

  • Agilità: una delle chiavi per il successo delle strategie di social media recruiting è sicuramente l’agilità dimostrata dalle aziende al momento di innovare, differenziarsi e implementare nuove strategie sui social network.

Sperimentare e promuovere nuove iniziative che rendano l’azienda più attraente agli occhi dei candidati risulta infatti più facile e immediato in contesti aziendali di piccole dimensioni.

  • Sperimentazione: sia le PMI che le startup hanno dimostrato di avere una grandissima capacità di sperimentazione sui social network.

Non bisogna infatti dimenticare che una delle caratteristiche fondamentali dei social network è la dinamicità, pertanto non è più possibile parlare di regole fisse e prestabilite in questo contesto.

Questa dinamicità offre un importante vantaggio alle imprese più creative e innovatrici, le quali possono così promuovere iniziative e attività mirate a stabilire il contatto con i candidati attraverso i social network.

  • Nuovi canali alla portata di tutte le aziende: un aspetto particolarmente interessante dei social network riguarda la capacità di offrire canali alla portata di tutte le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni.

Per questo motivo, non c’è da sorprendersi che aziende di piccole dimensioni vantino community di follower numerose e particolarmente attive.

Le regole del gioco sono cambiate per tutti

Un aspetto importante da tenere in considerazione è che le regole del gioco per la ricerca di talenti sono cambiate per tutte le aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni, in quanto le difficoltà da affrontare non sono più esclusive delle aziende più piccole o di quelle con meno risorse.

Cosa comportano questi cambiamenti?

  • È il candidato a decidere dove lavorare

I candidati che si distinguono per le loro abilità, conoscenze, motivazioni ed esperienza hanno la facoltà di poter scegliere dove preferiscono lavorare.

Le aziende devono quindi dimostrare cosa le contraddistingue e le rende più attraenti rispetto alla concorrenza.

  • Cosa offre l’azienda ai candidati?

Al giorno d’oggi, l’offerta di una semplice opportunità di lavoro non è più sufficiente. I candidati si aspettano molto di più! Ciò che determinerà la loro scelta sarà l’unicità della proposta di valore per i dipendenti (Employee Value Proposition, EVP) che l’azienda è in grado di offrire. 

  • Trasparenza e comunicazione invece di distacco e inacessibilità

Sono ormai finiti i tempi in cui le imprese erano restie a condividere informazioni sulla propria proposta di valore per i dipendenti (EVP), sul luogo di lavoro e su altri aspetti della cultura e dell’organizzazione aziendale.

Ciò che oggi cercano i candidati sono aziende in cui i valori di trasparenza e comunicazione prevalgano sull’oscurantismo che in passato regnava in molte organizzazioni e che non offriva alcuna visibilità sugli aspetti più importanti per i candidati.

Ed è proprio grazie a questa capacità di stabilire facilmente un vincolo tra i candidati e le aziende che i social network si sono contraddistinti nel processo di recruiting.

  • I candidati ricercano esperienze positive durante il processo di recruiting

I candidati hanno trovato nei social network un canale efficace per condividere la propria esperienza durante i processi di selezione.

Si tratta di ciò che si definisce come l’esperienza del candidato. Un’esperienza positiva ha più probabilità di essere condivisa sui social network, dando una maggiore visibilità all’employer branding dell’azienda, ovvero agli aspetti che la rendono più attraente per i candidati.

Consigli importanti per il social media recruiting

  • La strategia è imprescindibile

Per garantire un processo di recruiting efficace, è fondamentale elaborare una strategia e pianificare le iniziative da implementare, così come le modalità e i social network da utilizzare.

Senza una strategia ben definita, i risultati ottenuti potrebbero non essere quelli previsti oppure rivelarsi inefficaci in poco tempo.

Il social media recruiting è come una maratona: le aspettative di ottenere risultati immediati dalle strategie di social media recruiting rappresentano uno degli errori più frequenti commessi dalle aziende.

A differenza di ciò che avviene nei portali di lavoro tradizionali, i risultati derivanti dal social media recruiting non sono immediati, ma offrono vantaggi più duraturi ed efficaci sul medio e sul lungo termine.

  • I social network non sono un portale di lavoro

Spesso le aziende usano i social network come parte della propria strategia di recruiting, seguendo lo stesso modello impiegato nei portali di lavoro.

Per questo motivo è fondamentale elaborare strategie che si differenzino chiaramente da quelle utilizzate nei portali di lavoro tradizionali.

È fondamentale essere creativi e usare formati diversi: uno dei grandi vantaggi offerti dai social network riguarda la possibilità di usare tipi di contenuto diversi: video, grafiche informative, testo, immagini, gif, etc.

L’obiettivo è far sì che i potenziali candidati si interessino all’azienda e alla proposta di valore offerta, nonché ai vantaggi derivanti da un’assunzione all’interno dell’azienda stessa.


Isabel Iglesias direttrice di SiraniaIsabel Iglesias è direttrice di Sirania, un’azienda spagnola dedicata alla gestione dei talenti e alla digital transformation applicata alle risorse umane. È professoressa collaboratrice presso diverse istituzioni, tra le quali l’Università di Alicante (ESIC). La sua attività professionale riguarda principalmente il supporto alle aziende che desiderano migliorare le proprie strategie per attrarre e fidelizzare il talento attraverso i social network. Attualmente coordina il programma di digital transformation applicata alla gestione delle Risorse umane presso l’Università di Alicante.

 

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