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description: Attacchi informatici e sicurezza informatica aziendale, i dipendenti delle PMI che lavorano a distanza sono pronti? I risultati del nostro studio! ☝
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title: Attacchi informatici: Il 37% delle PMI italiane è a rischio
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# Attacchi informatici: Il 37% delle PMI italiane è a rischio

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Data di pubblicazione: 29/04/2020 | Scritto da Chiara Casse.

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> L’emergenza dovuta al coronavirus ha costretto i dipendenti delle piccole e medie imprese (PMI) italiane a lavorare a distanza: uno scenario che quasi la metà delle aziende non era preparata a fronteggiare,  soprattutto in termini di risposta al rischio legato ad  attacchi informatici  e  sicurezza informatica aziendale . Infatti, come emerso in un precedente studio di Capterra, il 47% delle PMI non era pronta a fronteggiare l’emergenza.

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## Contenuto dell'articolo

L’emergenza dovuta al coronavirus ha costretto i dipendenti delle piccole e medie imprese (PMI) italiane a lavorare a distanza: uno scenario che quasi la metà delle aziende non era preparata a fronteggiare,  soprattutto in termini di risposta al rischio legato ad  attacchi informatici  e  sicurezza informatica aziendale . Infatti, come emerso in un precedente studio di Capterra, il 47% delle PMI non era pronta a fronteggiare l’emergenza.Inoltre, il nostro sondaggio ha sottolineato che la scarsità di hardware e software dedicati al lavoro a distanza, la mancanza di concentrazione e le difficoltà di comunicazione con colleghi e clienti stanno ponendo a dura prova gran parte dei lavoratori nel corso di questa quarantena.Stiamo vivendo il più grande esperimento di lavoro a distanza mai condotto nel nostro Paese e, in questa situazione eccezionale, un’altra sfida fondamentale che le organizzazioni sono costrette ad affrontare riguarda la  sicurezza informatica aziendale e l’essere pronti a contrastare gli  attacchi informaticiche stanno crescendo sempre di più . Ora più che mai, infatti, risulta essenziale che i lavoratori seguano le best practice e dispongano di strumenti specializzati per proteggersi e mettere in  sicurezza   i  dati aziendali  dagli attacchi informatici dei cybercriminali.Data l’importanza del tema, Capterra ha deciso di realizzare un’indagine\* ad hoc per verificare se i dipendenti delle piccole e medie imprese che stanno attualmente realizzando lavoro a distanza sono preparati in termini di  sicurezza informatica aziendale .La selezione dei partecipanti a questo studio è composta da dipendenti che normalmente lavorano in ufficio e che ora sono costretti a lavorare da casa, da impiegati che prima lavoravano a distanza alcuni giorni della settimana e da collaboratori che hanno sempre svolto smart working a tempo pieno.I punti che tratteremo nello studio saranno:Sicurezza informatica aziendale : dati preoccupanti sull’utilizzo di antivirus e VPNSicurezza informatica aziendale : la gestione delle password deve essere migliorataSicurezza informatica aziendale:  la necessità di utilizzare diverse password e di cambiarle regolarmenteSicurezza informatica aziendale:  prevenire le frodi di phishing rimane una sfidaSicurezza informatica aziendale:  la formazione dei dipendenti in materia di sicurezza informatica è indispensabile per il lavoro a distanzaLe PMI non passano l’esame del coronavirusPunti salienti dello studio sulla sicurezza informatica aziendale e gli attacchi informaticiSolo il 21% dei dipendenti accede al server aziendale attraverso una VPN;Solo il 26% dei dipendenti ha installato un antivirus;Il 37% dei dipendenti è stato vittima di phishing;Il 22% dei dipendenti non ha mai ricevuto alcuna formazione in materia di sicurezza informatica.Sicurezza informatica aziendale: dati preoccupanti sull’utilizzo di antivirus e VPNI risultati dello studio condotto sulla  gestione della sicurezza aziendale mostrano una situazione preoccupante in merito all’adozione di best practice di  sicurezza informatica  aziendale basiche ed essenziali.Solo il 26% degli intervistati dichiara di avere installato un antivirus,  esponendosi in questo modo ad  attacchi informatici . È un dato abbastanza allarmante, considerato che non si tratta di una tecnologia recente né tanto meno innovativa.È universalmente noto, infatti, che un antivirus è “un software finalizzato a prevenire, rilevare ed eventualmente rendere inoffensivi codici dannosi e malware per un computer” (Wikipedia).La sua assenza espone i nostri dispositivi al rischio di essere infettati ed attaccati.Un altro fatto preoccupante è che solo il 21% dei dipendenti intervistati dichiara di utilizzare un software VPN per accedere al server aziendale. Si tratta di una tecnologia altamente raccomandata per lavorare a distanza, in quanto protegge i dati trasmessi via Internet attraverso una connessione sicura e criptata.Anche le cifre relative ad altre misure di   gestione della sicurezza aziendale  di uso comune sono allarmanti: meno del 20% degli intervistati dichiara di installare regolarmente gli aggiornamenti dei software utilizzati, di avere un firewall installato o di seguire la raccomandazione di caricare tutti i file di lavoro in un cloud sicuro.I dati raccolti sono ancora più preoccupanti se si tiene conto del fatto che più della metà degli intervistati è composta da dipendenti con un’ampia esperienza lavorativa alle spalle (41%) e da manager dotati di potere decisionale sui progetti e con report diretti (23%).Se i dipendenti più esperti non capiscono la necessità di adottare le giuste misure per garantire la  gestione  ottimale della  sicurezza aziendale , sarà più complicato diffondere la cultura della  sicurezza informatica aziendale e della protezione necessaria per contrastare gli  attacchi informatici all’interno delle organizzazioni interessate. La sicurezza dei dati e delle informazioni è un punto imprescindibile del processo di digitalizzazione delle PMI.Nei prossimi paragrafi ci concentreremo nello specifico su alcuni aspetti particolarmente critici  della  sicurezza informatica aziendale :La gestione delle password;Gli attacchi di phishing;La formazione dei dipendenti sulle best practice per la sicurezza informatica aziendale.Sicurezza informatica aziendale: la gestione delle password deve essere migliorataUn  punto particolarmente interessante risulta essere la gestione delle password all’interno delle organizzazioni. Dai dati raccolti si evince come solo il 20% degli intervistati dichiara di utilizzare un software per la gestione delle password. Si tratta di strumenti che consentono agli utenti, specialisti e non, di proteggersi attraverso la possibilità di reimpostare o sbloccare le proprie password, di sincronizzarle tra diversi dispositivi e di generare chiavi casuali per motivi di sicurezza.È interessante notare quali siano i metodi più utilizzati per gestire le password: la maggior parte degli intervistati dichiara di conoscerle a memoria (29%) e di annotarle nei propri appunti (16%). Si tratta di abitudini abbastanza inefficienti ma soprattutto pericolose. Cosa succederebbe se la password venisse dimenticata o, peggio, gli appunti andassero persi?   Si comprometterebbe la  sicurezza dei dati aziendali .Anche l’abitudine di condividere le password tra colleghi risulta molto pericolosa. A parte problemi tecnici derivanti dall’utilizzo di uno stesso account per più persone – pratica non consigliata – si apre anche uno scenario insidioso a livello interno: ad esempio un furto di dati da parte di un dipendente.Sicurezza informatica aziendale: la necessità di utilizzare diverse password e di cambiarle regolarmentePer garantire un livello di sicurezza informatica sufficiente nel lavoro a distanza, è consigliabile che un dipendente disponga di più password e non utilizzi sempre la stessa. In questo modo, se uno degli account viene violato da un cybercriminale, quest’ultimo non avrà accesso a tutte le altre credenziali della vittima e il danno causato sarà minore.I risultati raccolti evidenziano che il 34% degli intervistati utilizza un’unica password , mentre il 29% dichiara di avere alcune password principali che ripete in varie occasioni.Per promuovere una cultura di  sicurezza informatica aziendale , è necessario incentivare l’uso di molte password differenti, meglio ancora se gestite da un amministratore.Il consiglio degli esperti informatici è quello di cambiare con frequenza le proprie password per prevenire cyber attacchi e dallo studio emerge che l’85% degli intervistati segue queste direttive, avendo cambiato le proprie credenziali negli ultimi 6 mesi.Sicurezza informatica aziendale: prevenire le frodi di phishing rimane una sfidaIl phishing è uno dei metodi di attacco informatico più comuni utilizzati dai criminali informatici per ottenere dati preziosi dalla vittima. Si tratta di inviare un’e-mail che sembra provenire da un’altra persona o società per indurre il destinatario a rivelare informazioni private, come password, dati bancari o dati aziendali riservati.L’indagine condotta evidenzia che il 37% degli intervistati è stata vittima di un attacco di phishing, il 15% dei quali nel corso della pandemia dovuta al coronavirus. Sul sito del CERT-PA vengono evidenziati tutte le tipologie di attacco informatico legate all’emergenza COVID-19, come la campagna di malware verso dispositivi Android o il Malspam Ursnif. Ciò indica che informazioni private e sensibili sono state messe a rischio: questa attività malevola si traduce in un’importante vulnerabilità delle PMI su questo argomento.La formazione dei dipendenti in tema di  sicurezza dei dati aziendali per il riconoscimento delle e-mail di phishing dovrebbe essere considerata primaria, per le PMI: una violazione della sicurezza può infatti causare danni irreversibili a un’organizzazione di dimensioni ridotte, per esempio distruggendone la reputazione o portandola al fallimento.Sicurezza informatica aziendale: la formazione dei dipendenti in materia di sicurezza informatica è indispensabile per il lavoro a distanzaCi sono buone notizie sul fronte sicurezza informatica: la formazione dei dipendenti sembra essere una priorità per le PMI , secondo il 79% degli intervistati. Le modalità di fruizione dei corsi variano dalla formazione presenziale al corso certificato, fino ad arrivare alla formazione online.Un altro segnale positivo è che nel 77% delle PMI esistono esperti dedicati alla sicurezza informatica e dunque, in caso di necessità, i dipendenti sanno chi contattare. In un attacco informatico il tempo è un elemento molto importante e una risposta rapida può interromperlo o contribuire a minimizzare i danni; al contrario, agire in ritardo può essere fatale, poiché in breve tempo le informazioni possono essere manomesse, rubate o cancellate dal sistema.Le PMI non passano l’esame del coronavirusL’indagine è stata condotta per conoscere la situazione dei dipendenti che lavorano a distanza durante il coronavirus, e le PMI italiane non sembrano superare l’esame imposto dall’attuale crisi.Le organizzazioni e i loro dipendenti sono consapevoli del fatto che devono proteggere e mettere in sicurezza i dati aziendali e garantire la sicurezza della rete e degli stessi, ma non sono preparate come dovrebbero per evitare o quantomeno ridurre al minimo i rischi di un attacco informatico.L’isolamento sociale in cui il mondo è immerso ha aumentato l’uso dei canali di comunicazione su Internet, esponendo i dati sensibili ad attacchi informatici. La protezione dei trasferimenti di dati, l’accesso al computer e l’accesso a piattaforme o servizi sono attività che le aziende e i loro dipendenti dovrebbero considerare obbligatorie.Per questo esistono diversi strumenti, ma è anche necessario cambiare la cultura della sicurezza informatica aziendale e capire che in questa realtà iperconnessa il saper proteggere il proprio mondo digitale è essenziale per il business ed è un compito che deve necessariamente essere svolto ogni giorno.\* Metodologia del sondaggio: Per raccogliere i dati di questo studio abbiamo condotto un sondaggio online. Le risposte provengono da un campione appartenente al mercato italiano. Il questionario è stato inviato a 612 persone, di cui 584 sono state selezionate per partecipare allo studio. I partecipanti qualificati sono impiegati (a tempo pieno o part-time) in piccole e medie imprese (PMI), lavorano in diversi settori e sono attualmente lavoratori a distanza su base obbligatoria a causa dello stato di allarme legato al coronavirus.

## Informazioni sull'autore

### Chiara Casse

Chiara è Program Manager per il content team di Australia, Regno Unito e Canada e si occupa di gestire e definire la produzione di contenuti e la strategia di ricerca.

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È un dato abbastanza allarmante, considerato che non si tratta di una tecnologia recente né tanto meno innovativa.&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;box-hint&quot;&gt;È universalmente noto, infatti, che un &lt;b&gt;antivirus &lt;/b&gt;è “&lt;i&gt;un software finalizzato a prevenire, rilevare ed eventualmente rendere inoffensivi codici dannosi e malware per un computer&lt;/i&gt;” (&lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Antivirus&quot; rel=&quot;noopener noreferrer nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;p&gt;La sua assenza espone i nostri dispositivi al rischio di essere infettati ed attaccati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un altro fatto preoccupante è che &lt;b&gt;solo il 21% dei dipendenti intervistati dichiara di utilizzare un &lt;/b&gt;&lt;a href=&quot;/directory/31056/vpn/software&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;software VPN&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; per accedere al server aziendale. Si tratta di una tecnologia altamente raccomandata per lavorare a distanza, in quanto protegge i dati trasmessi via Internet attraverso una connessione sicura e criptata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche le cifre relative ad altre misure di   gestione della sicurezza aziendale  di uso comune sono allarmanti: &lt;b&gt;meno del 20%&lt;/b&gt; degli intervistati dichiara di &lt;b&gt;installare regolarmente gli aggiornamenti dei software&lt;/b&gt; utilizzati, &lt;b&gt;di avere un firewall installato&lt;/b&gt; o &lt;b&gt;di seguire la raccomandazione di caricare tutti i file di lavoro in un cloud sicuro&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I dati raccolti sono ancora più preoccupanti se si tiene conto del fatto che più della metà degli intervistati è composta da dipendenti con un’ampia esperienza lavorativa alle spalle (41%) e da manager dotati di potere decisionale sui progetti e con report diretti (23%).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se i dipendenti più esperti non capiscono la necessità di adottare le giuste misure per garantire la  gestione  ottimale della  sicurezza aziendale , sarà più complicato diffondere la cultura della  sicurezza informatica aziendale e della protezione necessaria per contrastare gli  attacchi informatici all’interno delle organizzazioni interessate. La sicurezza dei dati e delle informazioni è un punto imprescindibile del &lt;a href=&quot;/blog/1345/digitalizzazione-pmi-italiane&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;processo di digitalizzazione&lt;/a&gt; delle PMI.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nei prossimi paragrafi ci concentreremo nello specifico su alcuni aspetti particolarmente critici  della  sicurezza informatica aziendale :&lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;La gestione delle password;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Gli attacchi di phishing;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La formazione dei dipendenti sulle best practice per la sicurezza informatica aziendale.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;h2&gt;&lt;b&gt;Sicurezza informatica aziendale&lt;/b&gt;&lt;b&gt;: la gestione delle password deve essere migliorata&lt;/b&gt;&lt;/h2&gt;&lt;img title=&quot;Come-gestite-le-password-in-azienda&quot; alt=&quot;Come gestite le password in azienda&quot; class=&quot;aligncenter&quot; loading=&quot;lazy&quot; src=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/3yR-KdC4HqS8qaGlnz0ogzEV85L_zNogujPv-Dztcu0/dc3dfe629fc2088bcaa967547da64c90/Come-gestite-le-password-in-azienda.png&quot; srcset=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/3yR-KdC4HqS8qaGlnz0ogzEV85L_zNogujPv-Dztcu0/dc3dfe629fc2088bcaa967547da64c90/Come-gestite-le-password-in-azienda.png?w=400 400w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/3yR-KdC4HqS8qaGlnz0ogzEV85L_zNogujPv-Dztcu0/dc3dfe629fc2088bcaa967547da64c90/Come-gestite-le-password-in-azienda.png?w=700 700w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/3yR-KdC4HqS8qaGlnz0ogzEV85L_zNogujPv-Dztcu0/dc3dfe629fc2088bcaa967547da64c90/Come-gestite-le-password-in-azienda.png?w=1000 1000w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/3yR-KdC4HqS8qaGlnz0ogzEV85L_zNogujPv-Dztcu0/dc3dfe629fc2088bcaa967547da64c90/Come-gestite-le-password-in-azienda.png?w=1500 1500w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/3yR-KdC4HqS8qaGlnz0ogzEV85L_zNogujPv-Dztcu0/dc3dfe629fc2088bcaa967547da64c90/Come-gestite-le-password-in-azienda.png?w=2200 2200w&quot; sizes=&quot;(min-resolution: 2x) 2200px, (min-width: 992px) 1000px, 95vw&quot;/&gt;&lt;p&gt;Un  punto particolarmente interessante risulta essere la gestione delle password all’interno delle organizzazioni. Dai dati raccolti si evince come &lt;b&gt;solo il 20% degli intervistati dichiara di utilizzare un &lt;/b&gt;&lt;a href=&quot;/directory/30923/password-management/software&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;software per la gestione delle password&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Si tratta di strumenti che consentono agli utenti, specialisti e non, di proteggersi attraverso la possibilità di reimpostare o sbloccare le proprie password, di sincronizzarle tra diversi dispositivi e di generare chiavi casuali per motivi di sicurezza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È interessante notare quali siano i metodi più utilizzati per gestire le password: la maggior parte degli intervistati dichiara di &lt;b&gt;conoscerle a memoria&lt;/b&gt; (29%) e di &lt;b&gt;annotarle nei propri appunti&lt;/b&gt; (16%). Si tratta di abitudini abbastanza inefficienti ma soprattutto pericolose. Cosa succederebbe se la password venisse dimenticata o, peggio, gli appunti andassero persi?   Si comprometterebbe la  sicurezza dei dati aziendali .&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche l’abitudine di &lt;b&gt;condividere le password tra colleghi&lt;/b&gt; risulta molto pericolosa. A parte problemi tecnici derivanti dall’utilizzo di uno stesso account per più persone – pratica non consigliata – si apre anche uno scenario insidioso a livello interno: ad esempio un furto di dati da parte di un dipendente.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;&lt;b&gt;Sicurezza informatica aziendale: &lt;/b&gt;&lt;b&gt;la necessità di utilizzare diverse password e di cambiarle regolarmente&lt;/b&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Per garantire un livello di sicurezza informatica sufficiente nel lavoro a distanza, è consigliabile che un dipendente disponga di più password e non utilizzi sempre la stessa. In questo modo, se uno degli account viene violato da un cybercriminale, quest’ultimo non avrà accesso a tutte le altre credenziali della vittima e il danno causato sarà minore.&lt;/p&gt;&lt;img title=&quot;Hai-una-password-principale-che-usi-su-più-siti&quot; alt=&quot;Hai una password principale che usi su più siti&quot; class=&quot;aligncenter&quot; loading=&quot;lazy&quot; src=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/V4n5NFg_zx8dLyS03NA0h0i08wwNd2Baq8LHIv8AnCc/56c906a75c7bc47151ba1432cbb83bcd/Hai-una-password-principale-che-usi-su-pi_-siti.png&quot; srcset=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/V4n5NFg_zx8dLyS03NA0h0i08wwNd2Baq8LHIv8AnCc/56c906a75c7bc47151ba1432cbb83bcd/Hai-una-password-principale-che-usi-su-pi_-siti.png?w=400 400w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/V4n5NFg_zx8dLyS03NA0h0i08wwNd2Baq8LHIv8AnCc/56c906a75c7bc47151ba1432cbb83bcd/Hai-una-password-principale-che-usi-su-pi_-siti.png?w=700 700w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/V4n5NFg_zx8dLyS03NA0h0i08wwNd2Baq8LHIv8AnCc/56c906a75c7bc47151ba1432cbb83bcd/Hai-una-password-principale-che-usi-su-pi_-siti.png?w=1000 1000w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/V4n5NFg_zx8dLyS03NA0h0i08wwNd2Baq8LHIv8AnCc/56c906a75c7bc47151ba1432cbb83bcd/Hai-una-password-principale-che-usi-su-pi_-siti.png?w=1500 1500w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/V4n5NFg_zx8dLyS03NA0h0i08wwNd2Baq8LHIv8AnCc/56c906a75c7bc47151ba1432cbb83bcd/Hai-una-password-principale-che-usi-su-pi_-siti.png?w=2200 2200w&quot; sizes=&quot;(min-resolution: 2x) 2200px, (min-width: 992px) 1000px, 95vw&quot;/&gt;&lt;p&gt;I risultati raccolti evidenziano che &lt;b&gt;il 34% degli intervistati utilizza un’unica password , mentre il 29% dichiara di avere alcune password principali che ripete in varie occasioni&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per promuovere una cultura di  sicurezza informatica aziendale , è necessario incentivare l’uso di molte password differenti, meglio ancora se gestite da un amministratore.&lt;/p&gt;&lt;img title=&quot;Quando-è-stata-lultima-volta-che-hai-cambiato-la-tua-password-principale&quot; alt=&quot;Quando è stata l&amp;#39;ultima volta che hai cambiato la tua password principale&quot; class=&quot;aligncenter&quot; loading=&quot;lazy&quot; src=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/5ncPoEcx-CtV0t-VjgLH4g2A-UDCCfI5JxQ9iqkGt1c/97531f0bc44562adf779df033163f17f/Quando-_-stata-lultima-volta-che-hai-cambiato-la-tua-password-principale.png&quot; srcset=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/5ncPoEcx-CtV0t-VjgLH4g2A-UDCCfI5JxQ9iqkGt1c/97531f0bc44562adf779df033163f17f/Quando-_-stata-lultima-volta-che-hai-cambiato-la-tua-password-principale.png?w=400 400w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/5ncPoEcx-CtV0t-VjgLH4g2A-UDCCfI5JxQ9iqkGt1c/97531f0bc44562adf779df033163f17f/Quando-_-stata-lultima-volta-che-hai-cambiato-la-tua-password-principale.png?w=700 700w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/5ncPoEcx-CtV0t-VjgLH4g2A-UDCCfI5JxQ9iqkGt1c/97531f0bc44562adf779df033163f17f/Quando-_-stata-lultima-volta-che-hai-cambiato-la-tua-password-principale.png?w=1000 1000w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/5ncPoEcx-CtV0t-VjgLH4g2A-UDCCfI5JxQ9iqkGt1c/97531f0bc44562adf779df033163f17f/Quando-_-stata-lultima-volta-che-hai-cambiato-la-tua-password-principale.png?w=1500 1500w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/5ncPoEcx-CtV0t-VjgLH4g2A-UDCCfI5JxQ9iqkGt1c/97531f0bc44562adf779df033163f17f/Quando-_-stata-lultima-volta-che-hai-cambiato-la-tua-password-principale.png?w=2200 2200w&quot; sizes=&quot;(min-resolution: 2x) 2200px, (min-width: 992px) 1000px, 95vw&quot;/&gt;&lt;p&gt;Il consiglio degli esperti informatici è quello di cambiare con frequenza le proprie password per prevenire cyber attacchi e dallo studio emerge che l’&lt;b&gt;85% degli intervistati segue queste direttive, avendo cambiato le proprie credenziali negli ultimi 6 mesi&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;&lt;b&gt;Sicurezza informatica aziendale: &lt;/b&gt;&lt;b&gt;prevenire le frodi di phishing rimane una sfida&lt;/b&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Il phishing è uno dei metodi di attacco informatico più comuni utilizzati dai criminali informatici per ottenere dati preziosi dalla vittima. Si tratta di inviare un’e-mail che sembra provenire da un’altra persona o società per indurre il destinatario a rivelare informazioni private, come password, dati bancari o dati aziendali riservati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’indagine condotta evidenzia che &lt;b&gt;il 37% degli intervistati è stata vittima di un attacco di phishing, il 15% dei quali nel corso della pandemia dovuta al coronavirus&lt;/b&gt;. Sul &lt;a href=&quot;https://www.cert-pa.it/category/covid19/&quot; rel=&quot;noopener noreferrer nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sito del CERT-PA&lt;/a&gt; vengono evidenziati tutte le tipologie di attacco informatico legate all’emergenza COVID-19, come la campagna di malware verso dispositivi Android o il Malspam Ursnif. Ciò indica che informazioni private e sensibili sono state messe a rischio: questa attività malevola si traduce in un’importante vulnerabilità delle PMI su questo argomento.&lt;/p&gt;&lt;img title=&quot;Sei-mai-stato-vittima-di-una-email-di-phishing&quot; alt=&quot;Sei mai stato vittima di una email di phishing&quot; class=&quot;aligncenter&quot; loading=&quot;lazy&quot; src=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/F_LPpKEUAmgTTnZ2KWR0hrhsiL_3pQYma55I8hiW89M/608a3f5043f2968afb04748c44c9a88b/Sei-mai-stato-vittima-di-una-email-di-phishing.png&quot; srcset=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/F_LPpKEUAmgTTnZ2KWR0hrhsiL_3pQYma55I8hiW89M/608a3f5043f2968afb04748c44c9a88b/Sei-mai-stato-vittima-di-una-email-di-phishing.png?w=400 400w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/F_LPpKEUAmgTTnZ2KWR0hrhsiL_3pQYma55I8hiW89M/608a3f5043f2968afb04748c44c9a88b/Sei-mai-stato-vittima-di-una-email-di-phishing.png?w=700 700w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/F_LPpKEUAmgTTnZ2KWR0hrhsiL_3pQYma55I8hiW89M/608a3f5043f2968afb04748c44c9a88b/Sei-mai-stato-vittima-di-una-email-di-phishing.png?w=1000 1000w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/F_LPpKEUAmgTTnZ2KWR0hrhsiL_3pQYma55I8hiW89M/608a3f5043f2968afb04748c44c9a88b/Sei-mai-stato-vittima-di-una-email-di-phishing.png?w=1500 1500w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/F_LPpKEUAmgTTnZ2KWR0hrhsiL_3pQYma55I8hiW89M/608a3f5043f2968afb04748c44c9a88b/Sei-mai-stato-vittima-di-una-email-di-phishing.png?w=2200 2200w&quot; sizes=&quot;(min-resolution: 2x) 2200px, (min-width: 992px) 1000px, 95vw&quot;/&gt;&lt;p&gt;La formazione dei dipendenti in tema di  sicurezza dei dati aziendali per il riconoscimento delle e-mail di phishing dovrebbe essere considerata primaria, per le PMI: una violazione della sicurezza può infatti causare danni irreversibili a un’organizzazione di dimensioni ridotte, per esempio distruggendone la reputazione o portandola al fallimento.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;&lt;b&gt;Sicurezza informatica aziendale: &lt;/b&gt;&lt;b&gt;la formazione dei dipendenti in materia di sicurezza informatica è indispensabile per il lavoro a distanza&lt;/b&gt;&lt;/h2&gt;&lt;img title=&quot;Hai-ricevuto-una-delle-seguenti-formazioni-sulla-sicurezza-informatica&quot; alt=&quot;Hai ricevuto una delle seguenti formazioni sulla sicurezza informatica&quot; class=&quot;aligncenter&quot; loading=&quot;lazy&quot; src=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/VOXigiiPJ_tqHT--bf3taxggscIEVjp96Rf0NIltr0c/46d2ca0ae71aebbf49fc7375dcdc1451/Hai-ricevuto-una-delle-seguenti-formazioni-sulla-sicurezza-informatica.png&quot; srcset=&quot;https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/VOXigiiPJ_tqHT--bf3taxggscIEVjp96Rf0NIltr0c/46d2ca0ae71aebbf49fc7375dcdc1451/Hai-ricevuto-una-delle-seguenti-formazioni-sulla-sicurezza-informatica.png?w=400 400w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/VOXigiiPJ_tqHT--bf3taxggscIEVjp96Rf0NIltr0c/46d2ca0ae71aebbf49fc7375dcdc1451/Hai-ricevuto-una-delle-seguenti-formazioni-sulla-sicurezza-informatica.png?w=700 700w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/VOXigiiPJ_tqHT--bf3taxggscIEVjp96Rf0NIltr0c/46d2ca0ae71aebbf49fc7375dcdc1451/Hai-ricevuto-una-delle-seguenti-formazioni-sulla-sicurezza-informatica.png?w=1000 1000w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/VOXigiiPJ_tqHT--bf3taxggscIEVjp96Rf0NIltr0c/46d2ca0ae71aebbf49fc7375dcdc1451/Hai-ricevuto-una-delle-seguenti-formazioni-sulla-sicurezza-informatica.png?w=1500 1500w, https://images.ctfassets.net/63bmaubptoky/VOXigiiPJ_tqHT--bf3taxggscIEVjp96Rf0NIltr0c/46d2ca0ae71aebbf49fc7375dcdc1451/Hai-ricevuto-una-delle-seguenti-formazioni-sulla-sicurezza-informatica.png?w=2200 2200w&quot; sizes=&quot;(min-resolution: 2x) 2200px, (min-width: 992px) 1000px, 95vw&quot;/&gt;&lt;p&gt;Ci sono buone notizie sul fronte sicurezza informatica:&lt;b&gt; la formazione dei dipendenti sembra essere una priorità per le PMI , secondo il 79% degli intervistati&lt;/b&gt;. Le modalità di fruizione dei corsi variano dalla formazione presenziale al corso certificato, fino ad arrivare alla &lt;a href=&quot;/directory/10008/training/software&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;formazione online&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un altro segnale positivo è che &lt;b&gt;nel 77% delle PMI esistono esperti dedicati alla sicurezza informatica&lt;/b&gt; e dunque, in caso di necessità, i dipendenti sanno chi contattare. In un attacco informatico il tempo è un elemento molto importante e una risposta rapida può interromperlo o contribuire a minimizzare i danni; al contrario, agire in ritardo può essere fatale, poiché in breve tempo le informazioni possono essere manomesse, rubate o cancellate dal sistema.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;&lt;b&gt;Le PMI non passano l’esame del coronavirus&lt;/b&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;L’indagine è stata condotta per conoscere la situazione dei dipendenti che lavorano a distanza durante il coronavirus, e le PMI italiane non sembrano superare l’esame imposto dall’attuale crisi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Le organizzazioni e i loro dipendenti sono consapevoli del fatto che devono proteggere e mettere in sicurezza i dati aziendali e garantire la sicurezza della rete e degli stessi, ma non sono preparate come dovrebbero per evitare o quantomeno ridurre al minimo i rischi di un attacco informatico.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’isolamento sociale in cui il mondo è immerso ha aumentato l’uso dei canali di comunicazione su Internet, esponendo i dati sensibili ad attacchi informatici. La protezione dei trasferimenti di dati, l’accesso al computer e l’accesso a piattaforme o servizi sono attività che le aziende e i loro dipendenti dovrebbero considerare obbligatorie.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per questo esistono diversi strumenti, ma è anche necessario cambiare la cultura della sicurezza informatica aziendale e capire che in questa realtà iperconnessa il saper proteggere il proprio mondo digitale è essenziale per il business ed è un compito che deve necessariamente essere svolto ogni giorno.&lt;/p&gt;&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;* &lt;b&gt;Metodologia del sondaggio&lt;/b&gt;: &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per raccogliere i dati di questo studio abbiamo condotto un sondaggio online. Le risposte provengono da un campione appartenente al mercato italiano. Il questionario è stato inviato a 612 persone, di cui 584 sono state selezionate per partecipare allo studio. I partecipanti qualificati sono impiegati (a tempo pieno o part-time) in piccole e medie imprese (PMI), lavorano in diversi settori e sono attualmente lavoratori a distanza su base obbligatoria a causa dello stato di allarme legato al coronavirus.&lt;/p&gt;","dateModified":"2022-11-15T19:56:17.000000Z","datePublished":"2020-04-29T11:08:05.000000Z","headline":"Attacchi informatici: Il 37% delle PMI italiane è a rischio","inLanguage":"it-IT","mainEntityOfPage":"https://www.capterra.it/blog/1464/studio-attacchi-informatici-e-sicurezza-informatica-aziendale-pmi#webpage","publisher":{"@id":"https://www.capterra.it/#organization"}}]}
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