Dopo aver analizzato gli aspetti che caratterizzano il lavoro per un uomo e per una donna, in questa seconda parte dello studio Capterra ha voluto investigare come le persone gestiscano il rapporto lavoro e vita privata.

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Diverse aziende hanno dovuto reinventarsi e cambiare le proprie strategie per poter continuare il proprio business adattando le tecniche di lavoro dei propri collaboratori alla realtà che si era creata. La tecnologia in questo periodo ha fatto sicuramente grandi passi e molti processi sono stati semplificati così da permettere un lavoro più agile. I software per remote work permettono di aiutare le persone a organizzare al meglio le attività quando si deve lavorare da casa, garantendo la possibilità di gestire tutte le complessità che devono essere affrontate.

Come ben sappiamo la pandemia da covid-19 ha stravolto le abitudini della maggior parte dei lavoratori. Sebbene prima di essa il concetto di lavoro da remoto esistesse già, con il lockdown si è trasformato in necessità per poter permettere a molte aziende di andare avanti. 

L’emergenza sanitaria è sotto controllo ormai e la vita sta tornando sempre più come era una volta; sono le persone che però sono cambiate, si sono accorte dei vantaggi di questi nuovi ritmi e non vogliono perdere certe priorità che hanno acquisito durante questo tempo. Alcune persone potrebbero apprezzare il tempo risparmiato sul tragitto al lavoro per poterlo trascorrere con la propria famiglia, mentre altre preferirebbero essere in ufficio tra i colleghi.

Nella prima parte dello studio Capterra ha analizzato le differenze nelle condizioni di lavoro tra donne e uomini, in questa seconda parte dello studio invece ha voluto investigare come le persone riescano ad affrontare la gestione del lavoro, della famiglia e i benefici che le aziende danno per agevolare l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Per farlo è stato selezionato un campione di 996 persone e il sondaggio è stato distribuito in egual misura tra maschi e femmine che avessero dai 18 ai 65 anni e che fossero impiegati full time o part time. La metodologia completa è visibile alla fine dell’articolo.

Il 65% dei genitori che lavorano da casa trova difficile dividere lavoro e vita privata

Lavorare in media otto ore al giorno, gestire una casa, magari anche una famiglia e ritagliarsi anche del tempo per se stessi richiede molta organizzazione e alcune volte non è comunque abbastanza. Con il lockdown e l’obbligo di dover lavorare da casa molte persone hanno riscoperto e rimparato ad apprezzare il proprio benessere fisico e mentale. Può essere che diano più valore all’ambiente in cui vivono e, se prima era scontato spendere anche due ore di viaggio per andare e tornare dal lavoro, ora preferiscono impiegare quel tempo in qualcosa che li faccia stare meglio.

L’Italia è tra i paesi con un minor tasso di smart working, poco a poco la maggior parte delle aziende sta facendo tornare in ufficio tutti i propri dipendenti. 

Capterra ha voluto approfondire l’argomento e dallo studio è emerso che il 60% degli intervistati lavora esclusivamente in loco, il 32% lavora in maniera ibrida e l’8% lavora esclusivamente da remoto. 

dividere lavoro e vita privata

Come in qualsiasi cosa, esistono vantaggi e svantaggi: se da una parte lavorare da casa permette di potere dedicare più tempo a tutte le altre attività quotidiane, dall’altra si rischia di confondere l’ambiente casalingo con quello lavorativo e non riuscire più a definire quella linea che separa il lavoro dalla vita privata. Il 49% delle persone intervistate che lavora da casa per almeno una parte del tempo e ha figli di età inferiore ai 18 anni che vivono a casa dichiara infatti che "È abbastanza difficile conciliare la vita privata e quella lavorativa a casa" mentre il 16% afferma che "È molto difficile conciliare la vita privata e quella lavorativa a casa".

Dallo studio emerge che per gli uomini risulti più semplice separare vita lavorativa e vita privata, infatti l’80% degli uomini che lavora da remoto e ha figli a casa afferma di poter separare lavoro e vita privata mentre lavorano da casa, mentre solo il 61% delle donne nella stessa situazione la pensa così. 

Se prendiamo in considerazione il campione di persone per le quali risulta difficile separare lavoro e vita privata lavorando da casa, vediamo che tra i motivi ci sono la sensazione di non riuscire mai a staccare dal lavoro (52%) e la tendenza a lavorare più del dovuto (29%), che si vanno a unire a livelli di stress più alti a causa dei colleghi di lavoro e delle responsabilità domestiche.

Sono necessari maggiori supporti per l'equilibrio tra lavoro e vita privata dei genitori

Conciliare le responsabilità lavorative con quelle legate alla famiglia e magari ai figli non è una difficoltà solo per chi lavora da casa. 

Abbiamo chiesto a tutti gli intervistati che hanno figli se trovano difficile conciliare le responsabilità legate ai figli con il lavoro: Il 49% delle donne con figli ha risposto che lo trova "un po' complicato", mentre gli uomini che affermano lo stesso sono il 39%. A trovarlo “non molto difficile” sono invece il 42% degli uomini, a confronto del 32% donne.

Le aziende, per supportare le famiglie e per permettere ai genitori di lavorare al meglio e allo stesso tempo di curare il proprio ambiente famigliare possono offrire diversi servizi così da agevolare le giornante dei propri dipendenti. Tra gli aiuti principali, il 67% dichiara di aver avuto il congedo di maternità/paternità (dovuto dall’art. 32 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151); il 60% la possibilità di avere una certa flessibilità sugli orari lavorativi mentre il 28% dei rispondenti ha dichiarato di aver ricevuto il supporto all’asilo nido da parte dell’azienda. 

Con i software per l’amministrazione dei benefici accessori le aziende possono gestire e tracciare i benefit che offrono agli impiegati e gli impiegati possono avere accesso a tutti i dettagli di questi benefit. 

Tramite il portale online è possibile fornire le informazioni necessarie per ottenere/offrire un determinato benefit e monitorare l’andamento delle scelte tramite apposite dashboard. 

Infine, il 47% dei rispondenti con figli concorda con l’affermazione di “aver ricevuto alcune risorse che li hanno aiutati a bilanciare la vita lavorativa e privata, ma non è abbastanza”.

risorse sul lavoro per famiglie 

Essere genitore è un lavoro a tempo pieno, può capitare infatti di doversi assentare dal proprio lavoro per prendersi cura dei propri figli per infiniti motivi, che siano ammalati, che abbiano avuto un problema a scuola o che la babysitter (se c’è) abbia avuto un’urgenza. Il 70% delle donne afferma di essersi dovuta assentare per prendersi cura dei figli almeno qualche volta, a confronto degli uomini che sono il 62%; fortunatamente, la maggioranza, ovvero l'82%, afferma che il proprio manager è di supporto quando si verifica questo tipo di situazione.

Il 55% delle madri si è sentita preoccupata per il proprio lavoro quando ha scoperto di essere incinta

È importante percepire che l’azienda per cui si lavora supporti lo sviluppo della propria vita privata. Purtroppo potrebbero esserci casi incomodi in cui progettare per esempio di avere figli, o trovarsi nella situazione di dover comunicare una notizia come una gravidanza possa risultare complicato. Il 55% delle donne che hanno dei figli sotto i 18 anni ha dichiarato di essere stata preoccupata per il proprio lavoro nel momento in cui ha scoperto di essere in attesa di un figlio. Tuttavia, quando si è trattato di comunicare la notizia al proprio manager, il 76% ha dichiarato di sentirsi a proprio agio nel condividere la notizia.

Anche in questo caso le aziende possono dimostrare il proprio supporto in diversi modi. Oltre agli obblighi che hanno nei confronti di chi comunica la gravidanza, tra le agevolazioni possibili per le mamme vi è per esempio la possibilità di lavorare da remoto, è possibile offrire flessibilità sugli orari di lavoro oltre che supporti concreti come l’asilo nido o bonus speciali. Il 31% delle mamme intervistate, dopo aver comunicato la gravidanza, ha dichiarato di aver ricevuto orari più flessibili, il 23% la possibilità di lavorare da casa e il 21% un orario di lavoro ridotto. Il 27% ha dichiarato invece di non aver ricevuto alcun tipo di supporto.

supporti ricevuti da azienda durante gravidanza

Quasi 4 dipendenti su 10 dichiarano di essere a un livello moderato di burnout.

Parlando senza fare distinzione di genere, nel momento in cui si deve pensare a tutte le mansioni che si hanno in ufficio e a tutto quello che accade quando si “esce” dall’ufficio, possono accumularsi carichi di stress mentale elevati.

sovraccarico mentale sul lavoro

La salute mentale è importante tanto quella fisica e bisogna trattarla con delicatezza. Nonostante le donne intervistate sembrino farsi carico di un maggior numero di compiti domestici, i livelli di burnout riportati dalle donne non sono drasticamente più alti rispetto agli uomini, infatti, il 37% dei rispondenti totali dichiara di essere a un livello moderato di burnout e questo numero è lo stesso per entrambi i sessi. Sul posto di lavoro è importante tutelare la propria salute mentale per evitare che le cose progrediscano in maniera negativa. Dallo studio è emerso che il 77% dei rispondenti si sente abbastanza tranquillo a tutelare la propria salute mentale sul posto di lavoro mentre purtroppo il 23% non lo è. 

burnout sul lavoro

Le aziende per incoraggiare i propri dipendenti a prendersi cura della propria salute mentale possono intraprendere seminari riguardanti il tema, far sentire le persone libere di aprirsi e parlare di questi problemi e incoraggiarle a prendersi dei giorni di malattia se ce ne è bisogno per potersi curare e riprendere. Dai dati sembra che questi non siano temi ancora molto trattati in azienda, la maggior parte dei rispondenti dichiara infatti di non aver avuto incoraggiamenti di questo tipo. L’82% dichiara che il proprio manager non ha mai intrapreso conversazioni riguardanti la salute mentale e solo il 27% afferma che l’azienda per cui lavora abbia incoraggiato i dipendenti a prendere dei permessi retribuiti per prendersi cura della propria salute mentale.

Conciliazione lavoro e famiglia: serve trovare il giusto equilibrio

Trovare il giusto equilibrio tra vita privata e lavoro può non essere un’impresa facile, se si pensa all’organizzazione di una famiglia ancora meno. 

Dallo studio sembra emergere che tra le persone che lavorano da remoto, le donne facciano più fatica a conciliare lavoro e vita privata rispetto agli uomini che riescono a delimitare meglio quella linea menzionata prima la quale separa le due cose. Sempre basandosi sui dati ottenuti, una delle motivazioni che potrebbe spiegare perché per le donne sia più difficile separare vita privata e lavoro può essere il maggiore carico di mansioni domestiche che dichiarano di svolgere, tra cui anche l’occuparsi dei figli, dall’aiutarli con i compiti al metterli a dormire. 

Per quanto riguarda la vita lavorativa invece, sembrerebbe che serva più comunicazione riguardo la salute non solo fisica ma anche mentale tra azienda e dipendenti, così da poter trovare la via migliore per arrivare al successo da entrambe le parti, perché se il dipendente non è felice e sta male, il business ne risentirà. 

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Metodologia

Per raccogliere i dati di questo studio Capterra ha condotto un sondaggio in Gennaio 2023. Per farlo è stato selezionato un campione di 996 persone e il sondaggio è stato distribuito in egual misura tra maschi e femmine. Dovuto al censimento della popolazione italiana, nello specifico sono stati intervistati 513 uomini e 483 donne. I criteri di selezione dei partecipanti sono:

  • Età compresa tra i 18 e i 65 anni
  • Impiegati full time o part time 

Il campione è rappresentativo della popolazione italiana.