Nella prima parte dello studio abbiamo visto come i social media vengano sempre più utilizzati per cercare informazioni online. In questa seconda parte analizzeremo i fattori che permettono di considerare un’informazione veritiera e la sicurezza e privacy dell’utente nel momento in cui vuole trovare un’informazione in rete.

ricerche su internet personalizzate header

Uno dei rischi maggiori del cercare informazioni su internet è saper verificare la veridicità di queste. Spesso infatti le persone faticano a fidarsi del primo risultato che trovano poiché sorge spontaneo il dubbio che questo non sia veritiero. La ricerca condotta da Ipsos per Idmo nel 2022 rivela che soltanto il 35% crede che una persona media in Italia sia in grado di distinguere fake news da notizie vere.

Le aziende, quando decidono di attuare strategie di social media marketing, devono avere chiari gli obiettivi che vogliono ottenere e attraverso quali canali li vogliono comunicare. Così facendo è possibile offrire contenuti interessanti e coerenti al proprio pubblico ed è possibile creare un’autorità che porta a fiducia e credibilità. Per farlo i software di social media marketing permettono di automatizzare la creazione, il monitoraggio e la gestione di campagne online sulle diverse piattaforme.

In questa seconda parte dello studio Capterra ha voluto analizzare quali siano le fonti considerate più veritiere nel momento in cui si ricerca online. Vengono inoltre analizzate diverse tipologie di ottenimento dei risultati, come le ricerche personalizzate e cosa questo implichi per la privacy dei consumatori. Per farlo sono state intervistate 1015 persone, dai 18 anni in su, che cercano informazioni e contenuti online almeno qualche volta al mese; la metodologia completa è disponibile alla fine dell’articolo.

Quasi una persona su due verifica quasi sempre le fonti di informazione che vede online

Se sei un’azienda che vuole aumentare il suo traffico online, che sia tramite il blog della propria pagina web o che sia tramite i propri canali social, devi essere sicuro al 100% di quello che stai comunicando e di come lo comunichi. Certe informazioni, seppur vere, possono non essere percepite come totalmente affidabili poichè magari non si conosce la fonte o perché esiste un'opinione differente nella propria mente. Secondo lo studio di Capterra, infatti, il 54% dei rispondenti si fida di più di un’informazione quando essa proviene da un ente scientifico; il 42% quando proviene da un creatore di contenuti riconosciuto mentre il 30% quando proviene da un ufficio stampa. 

credibilità delle informazioni online

Nella prima parte dello studio abbiamo analizzato se le persone preferissero cercare contenuti online tramite motori di ricerca o social media. Chiedendo a coloro che ricercano tramite motore di ricerca se si fidano dei risultati che ottengono, è emerso che il 49% in genere si fida delle informazioni che trova attraverso i motori di ricerca, ma ci va cauto, mentre il 40% afferma che la fiducia dipende dalla domanda e dalla fonte; solo il 9% dichiara di fidarsi totalmente delle informazioni che trova attraverso i motori di ricerca. Il 49% dei rispondenti, inoltre, afferma che la maggior parte delle volte verifica le informazioni da più fonti nei risultati dei motori di ricerca mentre il 48% lo fa quando non è sicuro dell’informazione trovata.

Quando si tratta invece di ricerche tramite social media, il 54% delle persone che cercano tramite social, afferma che la credibilità dell’informazione varia in base alla domanda e alla fonte, mentre il 36% in genere si fida, ma è comunque prudente; il 7% afferma invece di fidarsi totalmente delle informazioni che trova sui social media. Anche in questo caso il 54% dei rispondenti tende a verificare più fonti quando non è sicuro dell’informazione trovata mentre il 45% afferma di controllare la maggior parte delle volte.

Secondo la maggioranza degli utenti le informazioni su YouTube e Linkedin sono più affidabili 

Potendo trovare sui social media qualsiasi tipo di informazione, può accadere che alcuni social siano reputati in maggior o minor modo affidabili. Abbiamo chiesto ai partecipanti del nostro sondaggio che utilizzano i seguenti social network quanto si fidino delle informazioni trovate su di essi e questi sono i risultati:

affidabilità contenuti sui social media

Dal grafico è possibile vedere inoltre che i contenuti trovati sui social media come Linkedin o Twitter, sebbene utilizzati da meno persone, forse perchè più di nicchia, vengono ritenuti molto più affidabili dai loro utenti rispetto a contenuti su social media come Facebook o Tiktok che, coinvolgendo un pubblico maggiore, condividono argomenti e contenuti di ogni tipo.

Se sei azienda e vuoi integrare i social network nella tua strategia di marketing, comprendi quale è il pubblico a cui vuoi dirigerti e quale tipo di contenuto vuoi divulgare. Ricorda che fare social media marketing non significa dover essere per forza presenti su tutti i social e condividere lo stesso contenuto su ognuno di essi. Ogni social ha un suo pubblico specifico e il contenuto va adattato per ognuno. 

  • I programmi di grafica permettono di creare immagini e grafiche in diversi formati e dimensioni. Molti consentono anche di pubblicare i contenuti direttamente sia sulle piattaforme web che sui social network.
  • I software per content marketing invece permettono di gestire il flusso dei contenuti sui diversi social, l’organizzazione del lavoro e consentono di analizzare i dati delle diverse campagne.

L’85% degli intervistati ritiene utili i risultati personalizzati delle ricerche su internet

Grazie al progredire della tecnologia, anche le ricerche online sono cambiate, sono diventate sempre più personalizzate a seconda di chi sta effettuando una ricerca così da semplificare il processo di ricerca di informazioni. 

I diversi dati che rilasciamo sul nostro pc o smartphone, insieme ai dati che le diverse pagine ci richiedono e raccolgono, consentono di indirizzare velocemente verso i risultati che più interessano. I motori di ricerca, infatti, possono rilevare il luogo geografico da cui si effettua una ricerca, rilevare la lingua utilizzata e servirsi della cronologia delle ricerche passate per offrire i risultati più affini in base al tipo di consumatore.

L’85% dei rispondenti trova infatti utili i risultati personalizzati. Tra di loro, il 52% ritiene che il maggior beneficio sia la facilità nel trovare quello che si sta cercando, il 26% ritiene di trovare risultati che li sorprendono e il 22% dichiara di poter risparmiare tempo in questo modo.

Tra chi invece non ritiene utili le ricerche personalizzate, emerge che, per il 44%, lo svantaggio principale è la preoccupazione per la propria privacy; il 29% non vuole che il motore di ricerca decida in anticipo che cosa potrebbe trovare di interessante ed il 22% dichiara che i risultati personalizzati di solito non corrispondono a ciò che sta cercando.

ricerche su internet personalizzate

I risultati personalizzati consentono alle diverse attività di apparire nelle ricerche di un pubblico sempre più mirato e affine, così da avere la possibilità di convertire in clienti un maggior numero di consumatori.

Localizzazione per personalizzare le ricerche su internet: il 76% la ritiene utile

Un altro fattore che rende le ricerche online più personalizzate per ogni individuo è la localizzazione. Consentire al dispositivo con cui si sta effettuando una ricerca di localizzare da dove essa parta, offre diversi vantaggi. Uno dei vantaggi principali è la lingua in cui viene fornita un’informazione, infatti se ci si trova in uno stato, per esempio in Italia, verranno mostrati prima risultati scritti in italiano. Oltre a questo fattore, la localizzazione permette di trovare più velocemente luoghi come ristoranti, negozi o aziende di cui si ha bisogno in quel momento, offrendo consigli in base alla distanza geografica da ognuno di essi.

Se gestisci un locale, un negozio o possiedi un’azienda, motori di ricerca come Google o Bing permettono di aiutarti a farti apparire tra le ricerche degli utenti in base alla localizzazione. 

Creando un’inserzione gratuita come nella Google my business è possibile far apparire in maniera rapida le informazioni principali della tua attività nella prima schermata; per crearla infatti basta inserire il nome dell’attività, l’indirizzo, la categoria commerciale, un numero di telefono e/o sito web. Per garantire la fiducia ai propri clienti è importante mantenere le informazioni aggiornate, come in caso di chiusure particolari o di trasferimento in una nuova direzione.

Secondo lo studio di Capterra, il 76% dei rispondenti ritiene utili i risultati basati sulla localizzazione. Il 61% di loro infatti, ritiene che il maggior beneficio sia la facilità con cui si può trovare un luogo come un ristorante o un negozio grazie alla geolocalizzazione personale. Tra coloro che invece non ritengono questa funzione utile, per il 40% lo svantaggio principale è non voler essere influenzati durante la ricerca online mentre per il 38% ancora una volta il timore è per la propria privacy. 

Il 31% intraprende “sempre” azioni per proteggere la propria privacy quando effettua ricerche su internet

Ricevere informazioni personalizzate e geolocalizzate implica automaticamente dover rilasciare dei dati da parte del fruitore. 

Non sempre le persone sono consapevoli dei dati che stanno rilasciando e cosa implichi la condivisione di questi. Spesso possono sorgere infatti timori legati alla propria privacy e alla sicurezza che ne deriva. Abbiamo chiesto agli intervistati se intraprendessero azioni per proteggere la privacy nel momento in cui cercano online ed è emerso che il 51% lo fa qualche volta, il 31% sempre mentre il 15% raramente.

Per proteggere le proprie informazioni personali nel momento in cui si cerca online è possibile svolgere diverse azioni, le quali possono aiutare a diminuire la diffusione dei propri dati, ma inevitabilmente, diminuiranno la precisione e personalizzazione della ricerca. 

Il RGDP (regolamento generale sulla protezione dei dati) delimita le situazioni in cui le aziende o organizzazioni possono raccogliere e utilizzare le informazioni personali degli utenti. 

Eccetto specifiche situazioni come interessi legittimi o vitali, le aziende devono sempre richiedere il consenso prima di raccogliere e/o utilizzare i dati personali.

Le aziende per fornire un’esperienza personalizzata utilizzando i dati possono per esempio:

  • Attraverso software per analisi dei dati analizzare e combinare i feedback che ricevono dai clienti e comprendere da cosa derivano i risultati.
  • Comprendere il percorso di acquisto dei clienti, migliorando i punti di debolezza e rafforzando quelli di forza.
  • Utilizzare i dati che si possiedono per comprendere e soddisfare le richieste del proprio target come ad esempio l'età media, la posizione o il sesso del vostro pubblico, in modo da poter adattare il materiale di marketing e i servizi/prodotti offerti. 

Il 45% dei rispondenti che si preoccupa per la propria privacy, dichiara che una delle azioni più intraprese per proteggere la propria privacy nel momento in cui cercano online è l’utilizzo di una forte password unica e personale. Il 40% cerca di condividere il minor numero di informazioni personali possibili, il 34% tende a rifiutare i cookies ed il 32% mantiene i propri account privati.

come proteggere privacy quando si effettuano ricerche su internet

Coerenza, sincerità e trasparenza per raggiungere il proprio pubblico

Effettuare delle ricerche online, come abbiamo visto, implica una serie di fattori, che vanno dall’accertarsi dell’accuratezza della fonte, alla consapevolezza dei dati personali che vengono rilasciati.

Sottolineiamo quindi, che quando si parla di credibilità online, nel momento in cui si pubblica una notizia, significa controllare ed essere sicuri dell’informazione prima di pubblicarla in rete, altrimenti il rischio è quello di perdere il proprio pubblico. Quanto invece si cerca un’informazione, è bene controllare la fonte e, se non si è convinti, verificare più di una.

Quando si tratta invece di sicurezza e di privacy, sorgono maggiori dubbi. È bene notare come si stia creando sempre più consapevolezza sulla protezione in rete e di come le persone intraprendano azioni per proteggere la propria privacy. Se rilasciati nel giusto modo, i dati possono permettere di raggiungere risultati più che soddisfacenti e semplificare l’azione di ricerca dell’utente.

Ricapitolando quindi, un’impresa, per avvicinare il proprio pubblico e creare maggiore engagement, deve creare contenuti basati su fonti affidabili e veritiere e pubblicarli su piattaforme coerenti con la propria attività. 

Inoltre, per rassicurare il più possibile i consumatori, è fondamentale essere trasparenti riguardo alle attività che si stanno svolgendo e alle informazioni che si stanno chiedendo. Come in un circolo virtuoso, se i consumatori si fidano e rilasciano le proprie informazioni potranno avere esperienze di ricerca sempre più personalizzate e soddisfacenti, le aziende invece potranno raccogliere un maggior numero di dati con il fine di soddisfare al meglio la domanda e quindi, di attrarre un pubblico sempre più interessato.

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Metodologia:

Per raccogliere i dati di questo studio Capterra ha condotto un sondaggio in Febbraio 2023. Per farlo è stato selezionato un campione di 1015 persone.

I criteri di selezione dei partecipanti sono:

  • Età maggiore di 18 anni
  • Che effettuino ricerche online almeno qualche volta al mese

Il campione è rappresentativo della popolazione italiana.

I prodotti menzionati in questo articolo sono esempi per mostrare una caratteristica nel contesto e non sono intese come approvazioni o raccomandazioni. Sono state ottenute da fonti ritenute affidabili al momento della pubblicazione.