Metaverso: un nuovo modo di fare e-commerce?

Pubblicato il giorno 29/4/2022 da Chiara Casse e Emilie Audubert

Al crocevia tra diverse tecnologie, il metaverso si preannuncia come una potenziale rivoluzione per le aziende di e-commerce. Approfondiamo l’argomento in questo articolo.

Come entrare nel metaverso

Il 28 ottobre 2021, il concetto di metaverso (o metaverse in inglese) ha riacquistato interesse nel mondo delle nuove tecnologie. Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, ha annunciato il rebranding del gruppo, che si chiamerà Meta, e l’intenzione di assumere circa 10.000 dipendenti in Europa interamente dedicati a questo progetto.

Se inizialmente il metaverso era diventato popolare grazie all’industria dei videogiochi, oggi risveglia il crescente interesse del mondo imprenditoriale (articolo in inglese) per le potenzialità che può offrire in termini di vendita e marketing online. Una delle aziende che si sono dichiarate interessate a investire nel metaverso è Nike, che in collaborazione con la piattaforma Roblox ne ha lanciato uno proprio, chiamato Nikeland, nel quale gli utenti possono già acquistare articoli per i loro avatar.

In che modo questo concetto, considerato da Gartner come una delle tecnologie del futuro più impattanti da tenere d’occhio (articolo in inglese), può influire significativamente sull’evoluzione dell’e-commerce? Che cosa lo rende una potenziale innovazione per l’esperienza del cliente?

Vediamo insieme alcuni spunti di riflessione condivisi da Capterra.

Che cos’è il metaverso?

Metaverso definizione ecommerce

Ottenuto dall’unione delle parole “meta” (che significa “oltre”) e “verso” (in riferimento al termine “universo”), il metaverso può essere definito come uno spazio digitale immersivo e connesso in cui gli utenti possono svolgere le loro attività abituali attraverso un avatar. Oltre a Facebook/Meta, dichiarato come uno dei potenziali leader dello sviluppo del metaverso, molte altre aziende hanno espresso il desiderio di avventurarsi nella progettazione di questo tipo di universo digitale.

Nonostante il metaverso possa sembrare un concetto nuovo, in realtà esiste già dal 1992, con prototipi sviluppati prima che i protagonisti dell’industria digitale attuale se ne interessassero.

Un mondo virtuale nato dalla fantascienza

È nel romanzo di fantascienza “Snow Crash” di Neal Stephenson che appare per la prima volta l’idea di metaverso. L’autore fa evolvere il protagonista in un mondo virtuale sotto forma di un avatar personalizzato (termine che ha peraltro acquisito notorietà grazie a questo romanzo), entrando in un metaverso attraverso occhiali e cuffie speciali.

Non è un caso che questo romanzo distopico sia stato menzionato più volte per aver contribuito fortemente all’avvento del metaverso: la visione che narra è infatti considerata come un riferimento da personalità della Silicon Valley come i fondatori di Google o di Amazon. L’opera di Stephenson definisce i principali criteri associati allo sviluppo del metaverso proposto da Zuckerberg, ovvero:

  • L’immersione dell’utente attraverso un avatar e tecnologie specifiche (una rete connessa, la realtà aumentata e la realtà virtuale)
  • L’accesso a un mondo digitale che può essere integrato o abbandonato in qualsiasi momento
  • La permanenza di alcuni elementi (oggetti acquistati, immobili, quartieri e strade da percorrere)

I videogiochi: un settore decisivo per l’avvento del metaverso

Pur essendo stato concepito nell’universo fantascientifico, il metaverso è arrivato a concretizzarsi in determinati ambiti del mondo reale, primo fra tutti l’industria dei videogiochi, che si è avvalsa dei codici appartenenti al concetto che Facebook intende sviluppare.

Le piattaforme di gaming come Fortnite, Minecraft o Roblox hanno pertanto dei punti in comune con il principio del metaverso: si tratta di uno spazio in cui la community di giocatori può socializzare nel contesto di attività che vanno al di là del gioco stesso. Queste attività includono, ad esempio, eventi come concerti virtuali di artisti reali oppure esperienze di shopping e vendita online, con la possibilità di personalizzare gli avatar con capi di abbigliamento esclusivi di firme come Balenciaga, o ancora la vendita di opere d’arte tramite NFT.

Sebbene il mondo dei videogiochi offra opportunità simili a quelle che può offrire il metaverso, alcune differenze di fondo lo distinguono da quest’ultimo. Il numero di utenti è limitato e non è possibile accedere a diversi universi digitali (ad esempio da Fortnite a Roblox) senza doversi disconnettere dalla piattaforma anteriore. Inoltre, non è prevista l’integrazione di attività non considerate di intrattenimento, come riunioni di lavoro virtuali o attività di formazione a distanza, cosa che invece ambiscono a sviluppare le aziende orientate alla progettazione del metaverso.

Il distanziamento sociale ha indotto molte società a ripensare la loro strategia di coinvolgimento dei clienti. Ed è proprio a partire dal mondo dei videogiochi che hanno ideato una delle soluzioni per immergere il consumatore e fornire un’esperienza priva di limitazioni fisiche: la gamification.

Il fatto di offrire attività ludiche che girano intorno al brand, come ha fatto Disney organizzando una caccia al tesoro virtuale nel suo parco divertimenti, può contribuire a mantenere un rapporto privilegiato con i clienti.

Questo principio può anche essere usato all’interno delle aziende per migliorare la motivazione e le prestazioni dei dipendenti in quelle attività ritenute meno piacevoli. Un esempio di applicazione della gamification consiste nell’ottenere dei punti rispondendo a quiz informativi sulle norme standard di sicurezza aziendale.  

Le opportunità del metaverso per l’e-commerce

In un contesto favorevole allo sviluppo delle vendite online, con un fatturato di fine anno per l’e-commerce stimato dalla Fevad (Federazione dell’e-commerce e della vendita a distanza) intorno ai 130 miliardi di euro e un aumento del 15% nell’ultimo trimestre del 2021, il metaverso preannuncia nuove possibilità di sviluppo per le aziende.

Un nuovo potenziale di presenza multicanale

Con l’avvento dei social network, molte aziende hanno saputo cogliere le opportunità rappresentate dalla vendita multicanale. Inoltre, il settore dell’e-commerce ha saputo evolversi di pari passo con le abitudini dei consumatori, i cui acquisti online hanno registrato un notevole aumentato nel contesto della pandemia.

Se da un lato Facebook/Meta si è dichiarato uno dei principali attori del futuro del metaverso, altre aziende desiderano invece svilupparne una versione propria. Adidas, ad esempio, ha comunicato la creazione del proprio universo digitale in collaborazione con la piattaforma Sandbox: l’Adiverse. Il brand ha così commercializzato attraverso questo canale degli accessori digitali e dei prodotti fisici esclusivi ad essi associati.

Le aziende di moda non sono le uniche ad avventurarsi in questa direzione: anche i settori della ristorazione, dell’istruzione o dell’intrattenimento, come Netflix, stanno sviluppando progetti legati al metaverso.

Offrire una varietà di piattaforme di vendita ai clienti è chiave per le aziende. Disporre di una strategia ottimizzata di vendita multicanale potrebbe aiutarle ad ampliare la loro visibilità e presenza online, senza per questo rinunciare all’integrazione con i loro canali di vendita fisici convenzionali.

A questo proposito, per centralizzare la gestione dei diversi canali di vendita, potrebbero trarre notevoli vantaggi dai software di e-commerce multicanale.

Un marketing di nuova generazione alle porte?

Dai camerini virtuali alla riproduzione dei negozi in formato digitale, la pratica del V-commerce (commercio virtuale basato sulla realtà aumentata o sulla realtà virtuale) utilizza già tecnologie all’avanguardia per promuovere una nuova brand e product experience. L’integrazione di queste tecnologie all’interno del metaverso permetterà ai clienti di vivere un’esperienza immersiva e di testare i prodotti in vendita in modo realista, in 2D o 3D.

Un’altra tendenza che deriva dal metaverso è quella dell’influencer marketing. Si tratta di un principio già in uso dalle aziende, le quali si affidano a degli influencer per promuovere i propri prodotti e la propria immagine tra le community di follower di questi profili pubblici. Secondo l’Influencer Marketing Hub, questo tipo di marketing potrebbe raggiungere i 16 miliardi di euro entro la fine del 2022, posizionandosi tra i settori in più rapida crescita.

L’idea di inserire influencer reali nel metaverso non è l’unica possibilità contemplata: alcuni marchi hanno pensato anche ad altre opzioni, come Prada, che ha presentato al grande pubblico la figura di Candy, un’influencer digitale selezionata per rappresentare il brand. Altre iniziative basate sugli influencer sono emerse anche in altre parti del mondo. È il caso dell’America, dove alcuni avatar come Lil Miquela registrano un fatturato di 7000 dollari (circa 6196 €) per pubblicazione, e dell’Asia. 

Che sia gestito da influencer reali o virtuali, l’influencer marketing consente alle aziende di estendere la portata del loro messaggio a un pubblico mirato. Promuovendo prodotti o servizi presso la loro community, gli influencer rappresentano un canale chiave per aumentare le vendite e la visibilità dei brand.

I software per influencer marketing possono aiutarti a gestire la strategia di selezione e monitoraggio degli influencer.

La strada del metaverso è ancora in salita

Pur proponendo nuove vie di esplorazione per i brand, il metaverso presenta ancora importanti sfide. 

In primo luogo la tecnologia: se il concetto di metaverso promuove l’immersività, questa non è realizzabile se non disponiamo dell’attrezzatura appropriata. Per fare un esempio, nonostante Facebook abbia già investito nel campo attraverso l’acquisizione del marchio Oculus, quello dei visori e degli occhiali VR, sebbene in crescita, è un mercato ancora giovane e in fase di sviluppo presso il grande pubblico. 

Un’altra questione importante è quella della regolamentazione giuridica del metaverso e degli aspetti ad esso associati. Oltre alle problematiche relative alla sicurezza delle informazioni, all’appropriazione dei dati raccolti e al rispetto della privacy degli utenti, si presenta quella della gestione di potenziali illeciti e reati commessi attraverso questo universo digitale. Il quadro giuridico, pertanto, risulta tuttora indefinito. 

Infine, l’ecosistema economico su cui si basa il metaverso è ancora in fase embrionale. Trattandosi di un’economia virtuale in cui gli scambi economici sono realizzati attraverso NFT, il metaverso lascia emergere  le inquietudini  legate all’uso delle criptovalute: la sicurezza, la volatilità e la regolamentazione di queste attività sono sempre al centro del dibattito.

Preparare il terreno per il metaverso

Il metaverso offre senz’altro nuove opportunità per i brand in termini di presenza online e vendite, tuttavia è necessario che questi, prima di ogni altra cosa, comprendano e affrontino adeguatamente le nuove sfide che lo accompagnano. La sicurezza informatica, gli investimenti nelle tecnologie e in personale formato al loro utilizzo, oltre allo sviluppo strategico della presenza di tali tecnologie nel metaverso, sono aspetti imprescindibili da analizzare.

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Conosci gli autori

Content Analyst per Capterra. Esperta di tecnologia e responsabile degli studi su hi-tech e digitalizzazione rivolti alle PMI. Amante della natura e delle spiagge di Barcellona.

Content Analyst per Capterra. Esperta di tecnologia e responsabile degli studi su hi-tech e digitalizzazione rivolti alle PMI. Amante della natura e delle spiagge di Barcellona.


Content Analyst per Capterra, sempre alla ricerca delle ultime tendenze tecnologiche e strategiche per le PMI. Specializzata in e-commerce, appassionata di podcast e di carlini.

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