Nella prima parte di uno studio riguardo la salute mentale sul lavoro nelle PMI, Capterra ha rivelato come il livello di salute mentale sia diminuito dall’inizio della pandemia. La seconda parte dello studio analizza ciò che le aziende italiane stanno facendo per promuovere la salute mentale dei propri dipendenti e come questi ultimi valutano tali azioni.

In questo articolo
Negli ultimi due anni abbiamo assistito a un vero e proprio disorientamento da parte dei lavoratori. L’improvviso cambiamento del paradigma lavorativo ha portato con sé numerose insidie per i dipendenti italiani, come la possibilità di cadere nel burnout, ovvero un rapido esaurimento emotivo e fisico dovuto all’eccessivo impegno lavorativo.
Lo stress e l’ansia possono portare all’assenteismo e a un maggiore tasso di abbandono del lavoro. Secondo uno studio condotto da BVA Doxa per Mindwork, quasi un dipendente su tre ha ammesso di essersi assentato dal lavoro a causa di un disagio emotivo, e più di un terzo dei lavoratori italiani ha lasciato un lavoro per problemi di salute mentale.
Questi campanelli d’allarme evidenziano l’urgenza di applicare risorse e strumenti per proteggere il benessere mentale e fisico dei lavoratori. Come possono le PMI italiane sostenere e promuovere meglio il benessere dei dipendenti sul lavoro?
P er indagare sull’argomento Capterra ha intervistato 1.005 lavoratori di PMI italiane, full time e part time, che non hanno cambiato il proprio lavoro dal febbraio 2020.
La metodologia dettagliata dello studio è presentata alla fine dell’articolo.
Le PMI stanno fornendo risorse per la salute mentale sul lavoro?
Accettare il cambiamento in un periodo di forte stress è sempre molto complicato, soprattutto se avviene all’interno delle dinamiche aziendali. La pressione è logicamente più alta, così come le aspettative dei lavoratori di non deludere il loro manager e di adattarsi al meglio e rapidamente alle novità.
Proprio per queste ragioni, è importante che le PMI introducano risorse utili al personale per promuovere la salute mentale sul posto di lavoro, in modo da rendere l’ambiente piacevole e non ostile. Tuttavia, il 73% degli intervistati ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna risorsa per la salute mentale dalla propria azienda negli ultimi due anni.
Il datore di lavoro è obbligato giuridicamente a tutelare la salute mentale dei lavoratori?
La legislazione italiana tutela la salute mentale sul lavoro. In primis la Costituzione italiana stabilisce che “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”, (art.32).
Inoltre, secondo il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro (D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81) il datore di lavoro è responsabile della salute mentale e sociale dei propri dipendenti e deve adeguare la propria competenza, accrescendo le proprie conoscenze in materia, alla luce del nuovo “bene giuridico da proteggere”, (ovvero “la salute”).
Dal testo si evince un ampliamento della nozione di salute, comprensiva non solo dei profili medici tradizionali, ma anche di profili di qualità della vita lavorativa che determinano di conseguenza un innalzamento del grado di tutela da mettere in atto.
Quali sono le risorse per la salute mentale sul lavoro che i dipendenti trovano preziose?
Abbiamo chiesto a tutti gli intervistati un’opinione in merito all’efficacia delle risorse offerte dalle aziende. Queste sono le cinque risorse giudicate più preziose:

Un orario di lavoro flessibile, ferie pagate e un adeguato supporto da parte di professionisti sono le risorse più apprezzate dai lavoratori italiani intervistati.
In seguito abbiamo chiesto al 27% degli intervistati che affermano che la loro azienda ha fornito risorse per la salute mentale, in che misura si ritengono soddisfatti delle soluzioni proposte. La stragrande maggioranza degli intervistati ha riferito di essere “piuttosto soddisfatta”(62%) o “molto soddisfatta” (32%) di ciò che il datore di lavoro le ha fornito. Soltanto il 5% ha affermato di essere “piuttosto insoddisfatto”, mentre meno dell’1% ha dichiarato di essere molto insoddisfatto. I dati indicano dunque che i dipendenti apprezzano il sostegno fornito dai loro datori di lavoro.
Secondo il nostro studio, il 12% delle PMI che offrono risorse ricordano ai loro lavoratori le risorse di supporto disponibili per la loro salute mentale solo una volta all’anno, mentre l’11% non le ricorda affatto.
In che modo le PMI comunicano le risorse offerte ai lavoratori per la loro salute mentale?

Dal grafico possiamo vedere che solo il 3% delle PMI che forniscono risorse per la salute mentale intervistate comunicano le risorse per la salute mentale cosa viene offerto ai dipendenti durante il processo di onboarding.
Questa fase è in realtà cruciale sia per il lavoratore che per l’azienda. È proprio in questo momento che l’azienda ha l’opportunità di comunicare quali sono i valori, gli obiettivi e la missione dell’azienda, così come le politiche interne e i metodi e gli strumenti necessari per garantire che il dipendente svolga il suo lavoro al meglio delle sue capacità.
Un processo di onboarding ben strutturato aiuta a stabilire relazioni lavorative e interpersonali soddisfacenti, facendo sentire i dipendenti parte di una squadra, in vista di una relazione duratura. Naturalmente, il processo non finisce in poche settimane. È essenziale che l’azienda mostri costantemente la giusta attenzione ai suoi lavoratori, soprattutto quando si tratta di salute mentale.
Come può il team building aiutare il benessere mentale dei lavoratori?
Per promuovere un ambiente di lavoro piacevole e una cultura aziendale positiva esistono specifiche metodologie accomunate dalla definizione di team building. Si tratta di un insieme di attività finalizzate allo sviluppo del senso di identità e coesione tra i partecipanti.
Lo scopo di queste attività all’interno di un’azienda è quello di creare dinamiche che permettano il raggiungimento degli obiettivi comuni e di incentivare il benessere dei membri del team di lavoro. Si lavora, infatti, sulla comunicazione interpersonale al fine di favorire l’ascolto reciproco, il rispetto dell’opinione altrui e la fiducia tra i partecipanti.
I benefici del partecipare ad attività di team building sono molteplici, tra cui il miglioramento delle capacità di problem solving, la capacità di gestire lo stress o di affrontare un cambiamento e l ’aumento dello spirito di squadra. Fattori fondamentali per il benessere mentale di qualsiasi lavoratore. Anche gli eventi sociali organizzati dall’azienda possono favorire la connessione tra i colleghi.
Quanto sono efficaci gli eventi sociali aziendali per legare con i colleghi?
Abbiamo chiesto agli intervistati di valutare quanto fossero preziosi gli eventi sociali organizzati dall’azienda, sia virtuali che fisici, in termini di connessione con i loro colleghi. Sorprendentemente, più di un terzo degli intervistati (34%) ha detto che la propria azienda non ha mai organizzato eventi sociali. Ecco le risposte degli altri due terzi (66%):

Considerando che l’arco di tempo analizzato copre il periodo della pandemia e che il 72% degli intervistati la cui azienda ha organizzato attività sociali ritiene che questi eventi siano “molto” o “moderatamente” efficaci nel creare relazioni con i colleghi, riteniamo che sarebbe stato interessante per i datori di lavoro includere attività di team building virtuale nella loro cultura aziendale per aiutare i dipendenti a sentirsi meno isolati durante le restrizioni.
In che modo l’azienda può promuovere la salute mentale sul lavoro?
Abbracciare i cambiamenti che la pandemia ha determinato e trasformarli in opportunità per crescere e rendere migliore l’ambiente lavorativo è un obiettivo che può fare davvero la differenza.
Garantire un ambiente di lavoro sano e piacevole, dove l’equilibrio tra lavoro e vita privata venga promosso e incentivato e dove ci siano piani di welfare aziendale per promuovere il benessere mentale, porta le aziende a differenziarsi sul mercato del lavoro e può attrarre sia i professionisti che cercano nuove opportunità sia i dipendenti stessi.
Vediamo insieme quali criteri le PMI dovrebbero seguire per cominciare a promuovere la salute mentale al lavoro:
- Promuovere un cambiamento culturale che incentivi i comportamenti che favoriscono la salute psicofisica. Il benessere psicologico deve infatti essere annoverato tra gli obiettivi aziendali e costituire una priorità e non, al contrario, essere solo un elemento di contorno da valutare saltuariamente.
- Fornire canali di comunicazione attraverso i quali i dipendenti possano sentirsi a proprio agio e sicuri nel chiedere supporto quando necessario
- Organizzare regolarmente incontri di aggiornamento in modalità virtuale o in presenza.
- Promuovere un clima di lavoro positivo in cui sviluppare la fiducia nei confronti del proprio team e in cui ridurre le cause di stress, incoraggiando una cultura aziendale di equità e partecipazione.
Oggi più che mai è importante che il benessere psicologico non rimanga una questione privata ma un valore collettivo, tutelato a livello aziendale per un progetto condiviso e sostenibile nel lungo termine.
Metodologia
Per raccogliere i dati per questo studio, Capterra ha condotto un sondaggio online nel mese di febbraio 2022. Il sondaggio è stato inviato a 1.500 persone, di cui 1.005 sono state selezionate per partecipare. I criteri per la selezione dei partecipanti sono:
- Residenti in Italia
- Lavoratori dipendenti full time o part-time presso aziende con un nº di dipendenti compreso tra 2 e 250.
- Età compresa tra 18 e 65 anni
- Non hanno cambiato lavoro tra febbraio 2020 e febbraio 2022.
- Nei ruoli ricoperti dagli intervistati non rientrano le figure di titolare, dirigente e tirocinante.
Il campione dei partecipanti è rappresentativo della popolazione italiana.